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Cooprevenzione

Il manifesto di Cooprevenzione

Un progetto per portare nei luoghi di lavoro la prevenzione e l’informazione oncologica: è Cooprevenzione, iniziativa nata su iniziativa di Legacoop Forlì-Cesena in collaborazione con la LILT provinciale e l’IRST (Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori di Meldola), uno dei centri di eccellenza nazionali per la malattia oncologica, il cui direttore scientifico, professor Dino Amadori, ha partecipato personalmente alla definizione del programma.

Cooprevenzione unisce incontri di formazione con psicologi, nutrizionisti e oncolgi a un’anamnesi personalizzata della storia famigliare, attraverso questionari che vengono poi valutati da un genetista. Su richiesta, poi, le imprese che partecipano possono attivare per i propri soci e dipendenti degli screening mirati (seno, utero, prostata, colon, cavo orale, epidermide) a integrazione di quanto offerto dal servizio sanitario nazionale. 

È un’estensione del concetto di mutualità che anima le associate a Legacoop Forlì-Cesena. Il progetto nasce per sensibilizzare i cooperatori sull’importanza della prevenzione come modello culturale, in considerazione del fatto che buona parte delle patologie oncologiche derivano da stili di vita e abitudini alimentari non corrette. In più in questo modo la cooperativa diviene lo strumento per trasmettere queste informazioni anche alle persone che, per cultura e opportunità disponibili, difficilmente possono maturare occasioni di crescita in materia. 

Ecco allora che, nella vision del progetto:

  • l’azienda diviene l’occasione per socializzare un sistema di prevenzione oncologica interattiva, soddisfacendo le esigenze di conoscenza del singolo a cui si devono risposte chiare e convincenti;
  • la cooperativa diviene il mezzo per trasmettere tali informazioni anche alle persone che, per cultura e strumenti, più difficilmente riuscirebbero ad avere occasioni di crescita in materia;
  • la cooperativa diviene l’opportunità in cui anche i giovani possono essere stimolati a confrontarsi con i propri comportamenti in relazione ad eventi patologici che non sono sempre “la sfortuna degli altri”;
  • la scuola, frequentata dai figli di quei lavoratori, diviene l’ambito in cui trasferire, (attraverso un approccio didattico partecipativo e caratterizzato dall’inserimento di modalità comunicative personalizzate) il medesimo percorso educativo;
  • gli insegnanti e gli educatori, a loro volta genitori, divengono strumenti fondamentali nel passaggio di informazioni al “buon vivere”.

Per informazioni e adesioni è possibile contattare Legacoop Forlì-Cesena.