Cosa chiede Legacoop ai candidati regionali
3 marzo 2010
Impegni concreti, a partire da un abbassamento delle tasse per le imprese che non hanno licenziato o assumono, riducendo per esempio l’IRAP. Sono queste le richieste di Legacoop ai candidati che corrono per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo.
Dieci le priorità individuate, partendo da un aumento dell’efficienza della pubblica amministrazione, più concertazione, più privato-sociale per un welfare moderno e solidale. Le cooperative chiedono di incentivare la riconversione verso un sistema economico “verde”, sostenere la formazione e togliere le barriere al lavoro femminile, passando anche per la salvaguardia del territorio in un quadro di sostenibilità, la richiesta di investimenti nella cultura, nel turismo e nello sport, il sostegno a una ricerca che sia davvero utile per le imprese e il completamento del sistema viario e delle infrastrutture. Un documento presentato a tutti i protagonisti dell’agone politica, senza distinzione di colore e schieramenti, perché l’epoca del collateralismo, se mai è esistita, è finita da un pezzo.
Si parte da un giudizio positivo sul lavoro svolto fino a questo punto in Regione, e da un tema che sta al centro di tutto il dibattito, anche se in questo momento appare come rimosso dal Governo centrale: il lavoro e la sua tutela, per creare insieme una Emilia-Romagna davvero competitiva, solidale e sostenibile. I tassi di disoccupazione, infatti, hanno ripreso a correre anche in quella che un tempo era un’isola felice, nonostante una sostanziale tenuta delle imprese che mettono i soci al centro del proprio agire.
Le cooperative di Legacoop, insomma, chiedono una svolta, un cambio di passo, perché il mondo è cambiato e c’è il timore che da una posizione di vantaggio si possa scivolare indietro, perdendo terreno rispetto ad altre aree geografiche non solo italiane ma soprattutto europee. Ecco perché il tema della Romagna autonoma non appassiona i cooperatori: è un “non-argomento”, una “non-soluzione” localistica, di fronte a problemi che ormai vanno affrontati pensando a sistemi territoriali che hanno dimensioni come minimo sub-continentali. Un aggravio di costi e burocrazia, tra l’altro, che va contro la semplificazione richiesta dalle imprese per recuperare risorse da destinare a chi, tutti i giorni, crea ricchezza e occupazione.



