Associazioni d'impresa unite contro la crisi
9 aprile 2009
Le principali associazioni di impresa di Forlì-Cesena, tra cui Legacoop, hanno presentato alle istituzioni e alle forze politiche un documento unitario di richieste contro la crisi economica
(Forlì, 9 aprile 2009) - Associazioni di impresa unite contro la crisi economica, in modo trasversale, dall'industria alle cooperative, dall'artigianato al commercio. Succede a Forlì-Cesena, dove le principali organizzazioni del mondo imprenditoriale - AGCI, API, CNA, CONFCOMMERCIO, CONFCOOPERATIVE, CONFESERCENTI, CONFINDUSTRIA, FEDERIMPRESA-CONFARTIGIANATO e LEGACOOP - si sono riunite per elaborare programmi concreti su come fronteggiare la congiuntura. Il risultato è un documento con una serie di proposte unitarie nei confronti della pubblica amministrazione e delle banche, che vengono presentate ufficialmente giovedì 9 aprile in Camera di Commercio, di fronte alle principali istituzioni della provincia.
Sei le macro-aree prese in considerazione: Appalti pubblici, politiche abitative, gestione e burocrazia amministrativa, credito, ammortizzatori sociali e politiche di sviluppo. Per ognuna vengono elencate le difficoltà in atto e si stilano le richieste conseguenti, che vanno dal superamento della pratica del massimo ribasso negli appalti all'introduzione nelle gare pubbliche di elementi di valorizzazione delle imprese legate al territorio. All'eterno nodo della sburocratizzazione delle procedure amministrative si affiancano proposte originali, come la creazione di una società di scopo che coinvolgendo pubblico, privato, fondazioni e sistema bancario possa regolare domanda e offerta di abitazioni, venendo incontro alle fasce più deboli della popolazione. Alle banche si chiede di fare la propria parte su numerose questioni: ad esempio i tempi di pagamento dell'ente pubblico, sempre più lunghi e difficili da affrontare, potrebbero essere resi più celeri concordando modalità di cessione del credito (il cosiddetto “factoring”) non penalizzanti per le imprese.
Infine, la ripresa per le associazioni di categoria passa anche e soprattutto dall'incentivazione degli investimenti in materia ambientale e per la ricerca e sviluppo, oltre che da una revisione degli ammortizzatori sociali che tenga conto delle esigenze delle imprese e dei lavoratori. La palla ora passa alle Istituzioni, a cui si chiedono risposte celeri, in tempi compatibili con la situazione di recessione economica in atto.
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